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domenica 18 ottobre 2015

INTERVISTA AUTORE! VINCENZO CALO' SI PRESENTA ALLA BOTTEGA DEI LIBRI!!




Benvenuto a La Bottega dei Libri Vincenzo, siamo lieti di averti tra i nostri scrittori, raccontaci un po’ di te... chi è Vincenzo Calò?

Una persona legata a un ruolo, se non addirittura a un talento, mai ufficializzato per energizzare la società; sminuita probabilmente, per l’invidia scaturita da una fortuna che riesco a fermare, ossia quella di focalizzare le emozioni di una vita, avendo il tempo per farlo, sapendo che per ottenerlo occorre autoimporsi della disciplina senza risultare pesanti quando ci si trova in compagnia di anime che aspettano nient’altro d’essere navigate per il bene da volere. Un poetico ricercatore, tra le osservazioni prive di un inizio come di una fine, per un cammino al naturale, nell’immaginario da scuotere per forza di cose, con la condizione umana da rimettere in gioco per della sana libertà, per quel ricettario circa le storie d’amore da sentire nella pelle, in mezzo a tanti nodi da risolvere appartenendo civilmente a una memoria sovraccarica e quindi fusa.

Bene, ora raccontaci un po’ delle tue opere, da dove prendi ispirazione per i tuoi versi?

Dalle previsioni del Pen (Prodotto Esterno Netto…!), travolte dalla voglia, spesso mancata, di dire il contrario… da un sistema creditizio, sancito dalla giustizia del credere in se stessi, per alleggerire responsabilità cadenti a strapiombo dai sogni appesi alle nuvole in cielo. Il fatto è che in un minimo cenno d’intesa scontiamo l’attualità che in fondo meritiamo, perché la rassegnazione è visibile nelle richieste di comunicare all’oscuro di una dimensione collettiva, che sia nuova seppur impossibile d’alimentare subito dopo correttamente, con la serenità che deve trasparire nei secchioni; nelle invocazioni a ricostruire riferimenti col disimpegno dei poveri ricchi, che sono così facili da individuare che generano noia, ovvero la morte delle occasioni perdute, come la vita dei troppi significati racchiudibili in una parola da condividere solo per il piacere di augurare il buontempo, di appassionarsi per il domani invece di annullarsi per l’oggi.

Oltre a scrivere ami leggere?

Ho d’alternare assolutamente queste attività per capirmi quantomeno aldilà di tutto, quando ho niente da offrire! E comunque, qualsiasi autore deve tornare a essere l’artefice dell’ordine pubblico sull’orlo dell’inutilità e dunque sotto le dipendenze di una critica di pura ragione, mostrando abilmente e alla lunga amabilmente il complesso disordine privato a un precariato che morde alla coscienza seppur i soggetti non se ne rendano conto, tanto d’aumentare, oramai anche apparentemente, a scapito della libera interpretazione, che però determina ancora la letteratura (nonostante sia gravida di “numerosi” possessori che si concludono a vicenda). Per contraddistinguersi ricreando vortici culturali purtroppo non è più necessario scusarsi con alcun maestro che s’è stancato d’insegnarti come tracciare la via del successo, sul serio; cioè a essere umili ammettendo all’insorgere del sole che c’è sempre qualcuno migliore di te da convincere incuriosendosi, mandando affanculo la propria sorte, con un bagaglio culturale non indifferente alla strenua delle accezioni negative che i colleghi ti servono in una ciotola per bestie mansuete, frammentariamente; per allargare il sorriso degli Altri e non renderlo sempre beffardo.

Qual è il tuo genere preferito?
                                                       
Tutti i componimenti fatti ad arte ma con intelligenza, che si riflettano nel sociale, liberandosi dalla tendenza commerciale. L’argomentazione va sottoposta allo smantellamento divertendosi per valori aggiunti, affini alla risoluzione di un sentimento sospeso nel pensiero globale, alla solitudine da spartire filosoficamente una volta giunti a una destinazione che può mutare.

Hai un libro che adori e che vuoi consigliare ai nostri lettori?

Assolutamente il vocabolario della lingua italiana. Sin da bambino mi diverto a esplorare quanto esprimo senza una valida logica ma in momenti ragionevoli, per ritrovarmi in una corazza da colorare conversando, quando mi posso considerare superato dalla praticità degli eventi di marca italiota che ci toccano… tanto prima o poi torneranno indietro come una qualsiasi persona che anche non dandolo a vedere accetta d’essere corteggiata, letta. Bisognerebbe rivoluzionare il gioco del lotto, sostituendo i numeri con le parole, impedendo ai colpi di fortuna materiale di offuscare di frequente la lettura delle intenzioni sintetizzandole stupidamente in 160 caratteri (essendo impossibile e dando adito così ai vittimismi), e non importa se siano buone o cattive visto che sta esclusivamente agli sventurati rispondere; e istituire scolasticamente l’ora del senso incompiuto, estraendo dei termini per collegarli e formare frasi di materia umanistica, indispensabile d’ora in avanti.

E oltre a leggere hai altre passioni?

Nutrirmi con gusto, pertanto mi vanto d’essere salentino, ma in compagnia d’individui fidati, selezionati apertamente, con cui cazzeggiare fino a inventarsi un mestiere. Mi piace immaginare di viaggiare mentre viaggio per necessità che non mi riguardano ma che rispetto, così riprendo fiato e razionalizzo le sorprese da fare. Comunque il dado è tratto nel mio caso: morire di fame galleggiando nei propri desideri ma attimo dopo attimo, per rilanciare in aria, all’alba e a chi mi odia, il guanto di una sfida qual è sfatarli… beh, molto probabilmente è il massimo che c’è, da riscoprire nei tratti distintivi di un cittadino di eterna provincia, che conosce soste impensabili ma non incomprensibili, sapendo il fatto suo e quindi vedendo l’ora di sfoggiarlo in un’epoca che non gli somiglia affatto, per riconoscersi in una novità irrinunciabile… come lo è una guida poetica per i soliti turisti (leggi la mia biografia).

Come ti descriveresti ai tuoi lettori?

Strizzando l’occhio (non per un cenno d’intesa, ma perché un moscerino s’è permesso d’entrarci), come un uomo di media altezza, di mediterraneo rigore estetico (nel senso che un calcio non è mai di rigore se va dato al rigore), che si lascia raccontare in mezzo a delle milf (perciò è sensibilissimo), portando bene la sua età grazie alla forza delle idee da cogliere ancora, opportunamente, mentre l’ideale e l’ideologia fanno sesso sfrenato, come delle figure dissacrabili perché inascoltate se le parole non vengono innanzitutto sentite per una competenza degna di una parentesi tonda (che preceda quella quadra e graffa nell’ordine letterario), ma da ricollocare per competizioni avvincenti invece che per scontri generazionali, avvertendo finalmente la difficoltà di razziare coi tanti interessi di pochi imprenditori condizionati dal buonsenso.

Stai già lavorando a una nuova opera? (in caso di risposta affermativa rispondere alla seguente domanda: Puoi svelarci qualcosa?)

Sempre. Tenete presente che in un giorno sarei capace di: raggiungere intese per organizzare eventi al fine di promuovere la mia seconda raccolta di versi edita che voi avete già suppergiù recensito (senza dimenticarmi la prima); cedere magari agli ultimi ritocchi sulla terza che uscirà a breve, “Storia di un alito di puzzola”, evitando di soccombere alle lusinghe di case editrici fantasma (senza voler sapere di esserlo, specie se queste sono free); e finire di comporre la quarta per pubblicarla l’anno venturo. Stando a quella dal titolo evidenziato, la mia prosa in versi pressanti, e con una punteggiatura che vorrei che rasentasse la perfezione per una buona riflessione dell’intellettuale che non deve chiedere mai, come del bambino che non esce a giocare in cortile per il maltempo (a cui gli viene vietato dal genitore, l’intellettuale che non deve chiedere mai, il supporto tecnologico), punta sull’emarginazione invisibile dell’essere comune, preda della coscienza civile ma guai se lo dichiari, di un elemento d’acquisire manco se fosse una mentina da masticare per non smettere di baciare bene e non importa se da Giuda, consacrando l’anonimato dei sentimenti, suggellando la spasmodica leggerezza delle applicazioni moderne, e regredendo per via di un’informazione che non merita d’essere chiamata tale, su personaggi di breve durata ma che infiammano elaborazioni di lunga e stretta consapevolezza, e cioè di allargabile metafora.

Hai un sogno nel cassetto?

Avere un cassetto per mettercelo (a proposito del disordine privato)…!

Cosa consiglieresti a chi, come te vorrebbe intraprendere la strada dello scrittore?

Di agire per del benessere da tutelare a priori, come un operaio indefesso (perché trattasi di un vero e proprio mestiere quello dello scrittore, e se non supportato da un degno editore tanto vale auto-pubblicarsi, cioè concentrarsi anche sulle pubbliche relazioni) che abbia a cura il destino della mitica letteratura italiana, ma azzardando a creare in contemporanea sempre qualcosa di nuovo (senza ricorrere alla frequentazione di certi corsi, perché scrittori si nasce e non si diventa almeno secondo me) per confrontarlo col materiale passato, di studio, e divenire al massimo un riferimento per pochi intimi. Rinfrancato dagli affetti più cari, purché ti permettano di maturare in tal senso, bisogna in primis pensare di plasmare un pensiero, come a fermare in uno scatto l’impressione sfuggente sul circondario o sul cibo mediatico, perché per narrare si deve esigere l’animo del poeta, e se ti considerano pazzo (che non significa essere stupido, ma tutt’altro) perché magari v’è il predominio di un’ignoranza galoppante, allora proponi pure il tuo lavoro altrove, senza fermarti, perché lo Stato italiano deve finalmente rispecchiarsi in una figuraccia storica, qual è quella di non accorgersi d’essere indifferente alle risorse in possesso. Senza avere il benché minimo timore di stare sottogiudizio, facendo tesoro dunque della motivazione che spinge alla critica negativa (e se non c’è prendila pure come un’offesa, di un individuo che non accetta di sentirsi inferiore ma che intanto perde tempo prezioso, dunque da scartare spontaneamente) da ricevere prima o poi, per richiederne altre, da ottimista (tranquillamente, rimanendo appassionato, cioè non morendo mai interiormente).

Bene Vincenzo, ti ringraziamo tantissimo per il tempo che ci ha dedicato e speriamo di riaverti presto nella nostra vetrina con qualche altra nuovissima opera ;-) .




Titolo: In bene impacchettato male
Autore: Vincenzo Calò
Casa editrice: De-Comporre
Genere: Poetry
Pagine: 88
Prezzo di copertina: 8,00 Euro 6,80 Euro
Formato: Cartaceo