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sabato 9 settembre 2017

Intervista: Pitti Duchamp e il suo amore viscerale per la storia



Abbiamo la fortuna di inaugurare questa nuova rubrica con l'intervista di una nostra cara collaboratrice ed esperta di romanzi storici: 

Pitti Duchamp




E' grazie a lei che La Bottega dei Libri si è aperta anche a questo genere letterario.

Ecco a voi la nostra intervista...


Ciao Pitti benvenuta in questa nuova veste di "intervistata".

Per cominciare volevamo chiederti com'è nata la tua passione per la scrittura e la lettura?
Intanto grazie per questo spazio che mi concedete e per la curiosità che dimostrate. Per rispondere alla domanda: ragazze, non lo so!

Mi piacerebbe scrivere di grandi avvenimenti che hanno cambiato la mia vita ma non lo so proprio. Sui banchi di scuola credo, alle medie avevo un’insegnante d’eccezione che ci spronava a leggere e scrivere.


Poi da più grande è successo che la scrittura sia diventata un rifugio sicuro durante momenti di calo di entusiasmo. Proprio allora, quando ero più giù, mi sono accorta di saper scrivere grandi quantitativi di pagine.


Mi rendevo conto che le parole uscivano fluidamente e le idee si incastravano perfettamente l’una dietro l’altra in trame che avevano un senso.


Quindi credo che la passione per la scrittura non sia nata ma si sia sviluppata, ecco sì, meglio. Tutt'ora rinnovo questo mio grande amore alimentandolo con una buona dose di disciplina e sublimandolo con tanto lavoro e voglia di imparare.
Hai ragione, non si finisce mai di imparare. Continuiamo a curiosare sui tuoi gusti letterari, da lettrice cosa ti colpisce e che genere ti piace leggere?
Domanda che pare semplice invece non lo è. Io amo visceralmente gli storici. Mi va bene qualsiasi sottocategoria: noir, romance, saggi, avventura.

Dal Corsaro nero fino a Orgoglio e pregiudizio. Se sono in libreria o sull’e-reader io mi dirigo istintivamente verso gli storici.


Non disdegno libri contemporanei, commedie divertenti o anche letture profonde e impegnative. Per un certo periodo della mia vita mi sono nutrita quasi esclusivamente di saggi politologici moderni e di storia delle dottrine politiche.


Probabilmente l’unico vero discrimine lo pone la scrittura: mi piace leggere in un bell'italiano, forbito e fluente. Mi piace assimilare i concetti espressi con ricchezza di parole e aggettivi.


Non mi piace assolutamente il linguaggio da "messaggino di wazzup" che leggo in alcuni romance contemporanei.


La nostra lingua è un’arma potentissima: statisti e uomini politici hanno tenuto in mano nazioni intere esaltandole in una follia collettiva solo con l’uso di roboanti discorsi. Si può far precipitare un avversario nella più cupa disperazione solo con l’uso di poche, ferme e spietate parole o semplicemente scegliendo l’ironia di altre.


Ecco, si può dire che mi piace leggere bene e ciò che mi colpisce è il bel linguaggio.
Una delle domande che molti tuoi lettori vorrebbero farti è certamente questa... Perché questo pseudonimo?
Ha una storia particolare il mio nome. Io sono una grande appassionata di vintage (vesto vintage, arredo vintage, se e quando posso rimetto a nuovo il vintage) e questa fissazione mi ha avvicinato al mondo del burlesque.

Fu la mia prima "maestra" di burlesque, Scarlett Martini, una grande performer internazionale, a consigliarmi di scegliere un nome che esprimesse il mio amore incondizionato e il carnale attaccamento alla mia terra: Firenze e la Toscana.


Pitti, come palazzo Pitti e Duchamp che in francese significa del campo. Sta a significare una sorta di simbiosi con la cultura e la natura in cui sono nata e cresciuta.


Diversamente da molti altri pseudonimi io ne ho scelto uno che avesse un sapere il francese, non inglese. In primis perché amo molto Parigi e la Francia in generale e poi perché… diciamoci la verità… il francese suona meglio!
Ricordiamo ai nostri amici bottegai che hai scritto tre libri e....

Soffermandoci sui personaggi dei tuoi romanzi, se dovessi descrivere con due aggettivi i protagonisti del tuo ultimo libro quali utilizzeresti?
Lasciatemi due aggettivi per ogni protagonista de L’Arabesco.

Alida è coraggiosa e appassionata.
Raffaele è una testa calda, un idealista ma è anche un politico opportunista e furbo.

Ho sforato il numero degli aggettivi… vabbeh!
Se dovessi creare una playlist o una colonna sonora per il tuo ultimo libro quale sarebbe?
I miei ultimi due libri compongono una duologia. La prima parte è datata 1821-22, la seconda 1831-32. Alcune delle opere più famose che sono state scritte per inneggiare alla Patria italiana contro l’invasore austriaco non erano ancora state composte.

Tuttavia, se devo pensare a una playlist sicuramente le opere di Giuseppe Verdi la farebbero da padrone nonostante che la sua produzione cominci qualche anno più tardi.


E poi anche Wagner con le sue ribellioni e la sua riforma del teatro moderno: romantico e sensuale rispetto alla chiusura di fine settecento. Ecco, direi che potremmo cominciare con il Nabuccodonosor, il coro del Va Pensiero, il Rigoletto, la Traviata, per poi concludere con L’Olandese volante di Wagner.


Per ravvivare il tutto inserirei Rossini con il Barbiere di Siviglia e L’Italiana in Algeri… che ci sta sempre bene.
Da dove arriva la passione per il periodo storico in cui ambienti i tuoi romanzi?
Ancora una volta non lo so di preciso. Probabilmente mi ha ispirato la solita eccezionale insegnante delle scuole medie che era in realtà una nipote di Tomasi di Lampedusa.

Quando mi prestò la sua copia del Gattopardo me ne innamorai e da allora ho studiato il Risorgimento italiano con particolare lena rispetto a tutti gli altri periodi storici.


Era una brava insegnante: una volta durante l’ora di matematica la prof. mi beccò a piangere come una fontana e senza alcun motivo. Poi alla fine mettendomi in imbarazzo davanti a tutta la classe riuscì a scoprire che io non avevo resistito e avevo dovuto (Giuro dovuto, non potevo farne a meno) finire di leggere Nedda, una lunga novella di Giovanni Verga che avevamo lasciato a metà durante l’ora precedente di italiano.


Era triste, tristissima, come è tutto il verismo italiano. Ovviamente ebbi un severo rimprovero e una nota… la cecità di alcuni insegnanti rasenta l’ottusità.


Quando si sparse la voce tra i docenti della mia insubordinazione la prof di italiano, orgogliosa di sé e di me, mi regalò una preziosa raccolta di opere di Verga che io custodisco ancora gelosamente.


Direi che è per sua ispirazione che amo così tanto leggere e scrivere. E Per merito di Tomasi di Lampedusa ho cominciato ad amare il complicato Risorgimento italiano.
Non possiamo non notare che i tuoi romanzi sono molto curati anche graficamente. Scegli personalmente le cover dei tuoi libri?
Sì assolutamente. Io scelgo le immagini e poi Emily Hunter cura la grafica.

Per adesso ho scelto immagini di donne ispirando ai lettori i volti delle protagoniste.


In realtà le scelte sono guidate dalla mia esigenza di riposizionare il ruolo della donna durante il Risorgimento. Se è vero che le guerre e i trattati di pace li hanno sempre firmati gli uomini, le donne hanno svolto egregiamente i loro compiti diplomatici utilizzando, a volte coraggiosamente a volte illecitamente, la loro femminilità.


Parlo per esempio di Virginia di Castiglione che di buon grado divenne l’amante di Napoleone III per indurlo a un’alleanza con il Piemonte.


Clotilde di Savoia che sposò Girolamo Bonaparte per garantire la fedeltà della Francia all'accordo.


Cristina Trivulzio di Belgiojoso, nobile di altissimo lignaggio, principessa ricchissima, nipote del primo funzionario plenipotenziario austriaco in Piemonte, che sbandierava ai quattro venti la sua sfrenata ambizione per l’Italia unita e fu per tutta la vita in odore di arresto per tradimento, costretta a fuggire da una parte all'altra d’Europa. Carbonara e patriota tanto quanto lo fu Mazzini.


Mi viene in mente l'umile ed eroica Colomba Antonietti Porzi, che per seguire il marito, il Conte Porzi, volontario della colonna di Manara durante la guerra per la Repubblica romana nel 1849, si tagliò i capelli e si vestì da bersagliere morendo colpita da una palla di cannone sul Gianicolo contro i francesi.


Questi sono solo alcuni tra i più fulgidi esempi ma ce ne sono decine. Insomma, dietro a dei grandi uomini ci sono sempre delle grandi donne.
Ecco perché, a ben dire, ti abbiamo definito un'esperta dello storico. Ci hai appena arricchito e fatto incuriosire su queste straordinarie donne del passato.







Per concludere ti volevamo chiedere di fare una sorta di "appello". Prova a convincere il lettore ad acquistare il tuo libro.
"La gran dama", "L’Arabesco prima parte" e "L’Arabesco seconda parte" sono letture facili, piacevoli, mirano a strappare un sorriso e un palpito e a trascorrere qualche ora in compagnia dei grandi personaggi della nostra storia.


I miei libri sono il modo più semplice per omaggiare che ha speso la vita per il sogno dell’Italia unita, una via per ritrovare un fremito d’amore patriottico che sembra ormai pervadere la gente solo durante le partite della nazionale italiana.


Hai ragione! Ed ora è d'obbligo chiederti qualcosa sulle tue aspirazioni future... un accenno ai tuoi prossimi progetti... 



Tra i miei futuri progetti vi è un nuovo libro. Il mio prossimo libro è, infatti, in fase di editing. Silvia Sirolini, che è ormai un’amica preziosa sta leggendo capitolo per capitolo "Lupo di primavera". 



Siamo tra il 1848 e il 1849, forse gli anni più complicati che hanno preceduto l’unità d’Italia. L’Europa ribolle a causa delle rivolte che la stanno scuotendo. Quella che verrà definita dalla storiografia come “La primavera dei popoli” è in pieno fermento. Il territorio italiano è frammentato e ogni potenza europea ne fa il proprio campo di battaglia per accaparrarsi zone di influenza sempre più ampie. Francia e Austria si combattono e combattono insieme contro i patrioti italiani capeggiati dal Piemonte che purtroppo uscirà di scena troppo presto con gli accordi di Vignale e l’abdicazione di Carlo Alberto.



In tutto questo c’è Sebastiano, figlio di Alida e Raffaele, che sarà costretto a un viaggio sia attraverso la penisola che attraverso i suoi sentimenti per Francesca, la pupilla di Papa Pio IX.


Cara Pitti, di certo c'hai lasciati con la giusta dose di curiosità. Non vediamo l'ora di leggere questo tuo nuovo romanzo. 

Nell'attesa ti auguriamo Buon lavoro! E salutiamo i nostri lettori, rinnovando il nostro appuntamento per la rubrica "L'angolo delle interviste" tra due settimane.

Buona lettura a tutti!