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sabato 28 ottobre 2017

Intervista a Chiara Pesenti, tra satira e arte culinaria


Come ogni sabato è il momento del nostro incontro settimanale con gli autori, l'intervistata di oggi è... 
   
   Chiara Pesenti 

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tra satira e arte culinaria


ecco per voi l'intervista





Cara Chiara, siamo felici di averti qui con noi. Abbiamo avuto il piacere di leggere il tuo ultimo romanzo, Le farfalle sotto l'arco di Titoedito XY.IT, volevamo quindi conoscere e far scoprire ai nostri lettori qualcosa in più su di te.


Innanzitutto, la prima domanda è quasi d'obbligo... Com'è nata la tua passione per la scrittura e la lettura?

Quando ho imparato a leggere, in prima elementare, ho capito che saper decifrare i segni scritti sulle pagine dei libri senza l'aiuto di un adulto mi avrebbe permesso di esplorare mondi meravigliosi e sempre diversi, in un viaggio solo mio, che da allora non si è mai interrotto. Da lì a provare il desiderio di scrivere anch'io il passo è stato breve.

Da lettrice cosa ti colpisce e che generi ti piace leggere?

Amo soprattutto i romanzi, ma anche le novelle e le opere teatrali: Pirandello e Calvino, il Manzoni de "I Promessi sposi". Leggo inoltre anche i contemporanei: Pennac, Queneau, Marquez, Allende, Saramago, Mazzucco, solo per citare i primi che mi vengono in mente. Ultimamente mi capita spesso di leggere anche libri di esordienti, che spesso si rivelano autentiche sorprese.
Da lettrice mi colpiscono, in un libro, l'atmosfera che riesce a creare e, naturalmente, lo stile. Un romanzo può avere una trama avvincente ma se scritto male mi respinge.

Oltre alla scrittura hai altre passioni?

Per molti anni ho cantato in un coro di musica sacra. Mi piacciono molto gli animali (ho due cani, due canarini e due tartarughe di terra) e, naturalmente, adoro leggere.

Il tuo libro "Le farfalle sotto l'arco di Tito" in che genere lo faresti rientrare?

"Le farfalle sotto l'arco di Tito" è un romanzo satirico, che mette in luce i vizi,  le manie e le contraddizioni della società contemporanea, trattando anche di argomenti molto seri  con la leggerezza e il distacco che solo l'ironia, mai feroce, permette di avere.

Se dovessi descrivere con due aggettivi i protagonisti del tuo ultimo libro quali sarebbero?

I personaggi del mio libro sono tanti: Miomarito, IlPrincipe, NonnaNenna, Lastregadisopra, Cheddolce, Loziovescovo, ma la vera protagonista è lei: Cheddonna. Per lei scegliere solo due aggettivi è riduttivo, ma ci proverò: poliedrica e contraddittoria.

Se dovessi creare una playlist o una colonna sonora per il tuo ultimo libro quale sarebbe?


La "playlist" del mio romanzo dovrebbe essere composta da brani che rispecchiano il carattere dei personaggi: per IlPrincipe, il figlio adolescente di Cheddonna, un brano di Eminem; per Miomarito senz'altro Guccini; per NonnaNenna Claudio Villa o Nilla Pizzi; per Cheddonna...forse Renato Zero.

Che bel variegato mix musicale! Se dovessi, invece, scegliere un colore per descrivere il tuo libro?

Il rosa, non tanto per il genere, quanto perché simbolo per eccellenza di femminilità, ma anche il giallo della pasta, perché il libro ha come filo conduttore la pubblicazione di un libro di ricette, e il blu,  il colore della riflessione, che in questo libro non manca.

Visto che parlavi proprio di ricette, cerchiamo ispirazione per il nostro prossimo pranzetto e ti chiediamo: se dovessi scegliere un cibo da abbinare al tuo libro?
Questa domanda mi piace molto. Cheddonna è, dovete sapere, un'abilissima scongelatrice e creatrice di prelibati piatti precotti e assemblati, che lei definisce "cucina di sussistenza" ed è talmente convinta che questa sia l'ultima frontiera della gastronomia da tentare in tutti i modi di far pubblicare un suo libro di ricette. Sceglierei dunque, fra i piatti del ricettario che si trova all'interno del libro, i "medaglioni di maiale Ice and fire": dal congelatore alla fiamma", unici: provare per credere!

Che bontà! Non ci resta che andare a scoprirne la ricetta nel tuo libro! A proposito, abbiamo notato come sia molto sbarazzina la tua copertina. Scegli personalmente le cover dei tuoi libri?

Per il primo libro, "Il mondo di Cheddonna", edito nel 2015 da Arpeggio libero, la casa editrice ha utilizzato un disegno di mio figlio che mi piaceva molto: una scarpa tacco 12, che è il simbolo del personaggio, trascinata in aria da una miriade di palloncini colorati. Per questo secondo libro, invece, la copertina è stata disegnata dallo studio grafico Nuvicom, al quale l'editore XY.IT l'aveva commissionata, e io ho potuto partecipare alla scelta del soggetto e dell'impostazione grafica.

Un plauso al tuo editore allora, dare la libertà di decidere o almeno partecipare significamente nelle scelte relative alla pubblicazione del proprio libro dovrebbe essere l'iter da seguire sempre. Prima di salutarci, non possiamo non dare spazio al nostro spazio promo... Prova a convincere il lettore ad acquistare il tuo libro.

Perché, leggendolo, vi troverete a pensare: "Guarda questa, sembra la mia vicina di casa", oppure: "Mia sorella è uguale", o anche:"Mio marito dice le stesse cose di Miomarito!" e ne sorriderete. Perché è, insieme, comico e serissimo, come la vita. Perché è l'unico che è riuscito a sdoganare la "cucina di sussistenza", facendola assurgere ad arte culinaria e, per noi che abbiamo sempre meno tempo per cucinare e sempre più sensi di colpa, non è poco!

Per concludere ti chiediamo un accenno al tuo prossimo progetto...


In questo periodo continuo ad aggiornare il blog "Il mondo di Cheddonna", dal quale sono stati tratti i miei due libri e che è in rete dal 2012, anche se il personaggio esiste dal 2009. Parallelamente sto iniziando a scrivere un romanzo completamente diverso, che affronta il tema dell'emarginazione, e che mi sta prendendo molto. Vedremo. Grazie per questa bella chiacchierata!


Grazie a te per il tempo che c'hai dedicato, siam certi che quest'intervista ha incuriosito ancor di più i nostri fedeli lettori. In attesa del tuo prossimo romanzo, ti auguriamo Buon Lavoro!

Un saluto a tutti e... alla prossima intervista!!!