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sabato 18 novembre 2017

Intervista doppia a Catherine BC e Emma Altieri!!!

Eccoci tornati col nostro appuntamento settimanale dedicato agli autori, oggi abbiamo il piacere di avere con noi due autrici, che hanno scritto a quattro mani un romanzo insieme.


Protagoniste della nostra intervista doppia sono...   
Catherine BC e Emma Altieri


tra voglia di vivere e paura per il futuro



Ecco a voi l'intervista...






Care Catherine e Emma, ci fa piacere avervi qui con noi. Abbiamo letto e recensito il vostro ultimo romanzo, Scars – Frammenti di noi, self-publishing, volevamo quindi conoscere e far scoprire ai nostri lettori qualcosa in più su di voi.


Rompiamo subito il ghiaccio... Com'è nata la vostra passione per la scrittura e la lettura?


E: Io scrivo da sempre, da quando ero ragazzina. La mia professoressa alle scuole medie ha voluto leggere i miei racconti e mi ha incoraggiato. Da allora non faccio che riempire quaderni e fogli, in un meraviglioso disordine. Ho scoperto Efp sette anni fa e lì ho iniziato come Capriccio Biondo. Poi nel 2013 mi sono buttata nel magico mondo del self fra le prime con “Il sapore del proibito”, il mio romanzo d’esordio. La lettura, invece, non ha avuto mai pausa. Da quando ho imparato, praticamente, ne ho sempre sentito il bisogno.


C: Anch’io ho scritto fin da piccola. Brevi racconti in età adolescenziale poi poesie struggenti dei miei fallimenti sentimentali. Quando invece poi sono arrivata all’età adulta ho deciso di cimentarmi in qualcosa di più. Ho scoperto casualmente EFP, prima come lettrice poi come autrice. E’ iniziata come una scommessa con me stessa. Poi il mondo del self ha preso piede e ho deciso di provare. Così ho pubblicato ed eccomi qui.


Beh allora il binomio EFP-Self vi ha accomunate nella scrittura. Da lettrici, invece, cosa vi colpisce e che generi vi piace leggere?


E: Io sono una lettrice eclettica, leggo un po’ di tutto. Sono una patita di cover. Mi lascio molto affascinare dalla copertina di un libro e poi leggo la sinossi. Se mi convince il gioco è fatto. Soprattutto adoro il romance. Sono una romanticona quindi le storie d’amore sono il mio pane quotidiano.  


C: Anch’io amo leggere un po’ di tutto. Ho avuto la mia fase gialla, da adolescente, quella storica dopo, negli anni dell’università, fino a toccare il noir. Nell’ultimo periodo, mi sono lasciata anch’io conquistare dal romance, in quasi tutte le sue sfumature, con qualche puntata nel fantasy. Ho sempre avuto l’abitudine di leggere le sinossi o la quarta di copertina dei romanzi e la tendenza a lasciarmi conquistare, come Emma, dalle cover. E poi il profumo… non vi è mai capitato di annusare i libri? Alcuni erano davvero irresistibili e sembravano urlare “Comprami!”


Hai ragione Catherine: il profumo dei libri è unico! Oltre alla scrittura avete altre passioni?


C: Io amo andare al cinema e guardare le serie tv. Per qualcuna di queste ho una vera e propria ossessione. Gestisco insieme a altre due admin anche una pagina su Sam Heughan, l’attore scozzese che interpreta Jamie Fraser nella serie Outlander, tratta dai romanzi della Gabaldon.


E: Io, invece, la musica sopra ogni cosa. Adoro ascoltarla e cantarla. Ho avuto delle esperienze come cantante ma in gioventù. Quando scrivo sicuramente non può mai mancare.


A tal proposito... Se doveste creare una playlist o una colonna sonora per il vostro il vostro libro “Scars” quale sarebbe?


E: Nella stesura di questa storia c’è stata una canzone in assoluto che ho ascoltato sempre mentre scrivevo i capitoli ed è “Unsteady” di X-Ambassador. Abbiamo visto insieme “Io prima di te” mentre progettavamo “Scars” e questa canzone mi è rimasta dentro. Mi ha dato la giusta carica emozionale per poter trasferire le mie emozioni nei personaggi del libro.


C: L’appassionata e, quindi, esperta di musica è Emma. Quando scrivo, io - invece - ho bisogno di silenzio assoluto. Al massimo amo i suoni della natura. Quando quest’estate scrivevo con le cicale che facevano il loro concerto, mi sembrava di essere in paradiso. Se, comunque, dovessi scegliere una canzone che rispecchi il ritmo del romanzo, opterei per un brano che parta lento, ma che poi incalzi con il ritmo fino a prenderti dentro.


Siete molto affiatate e simili nel modo di pensare… immagino siete riuscite a scrivere insieme un libro anche per questo… ma appunto… Com'è stato scrivere a quattro mani?


C: Per me è stata un’esperienza nuova. All’inizio ci è voluto del tempo per calibrare lo stile dell’una su quello dell’altra, ma verso la fine tutto era diventato più facile, segno che avevamo trovato la nostra giusta dimensione. Emma è una ragazza disponibile e con molta pazienza; non si spaventa per poco ed è una grande lavoratrice. Insomma, una collega preziosa.
E: Non è stata la prima volta per me, però in Catherine ho trovato una collega, una grande donna e un’amica preziosa. Mi ha lasciato tanto questa collaborazione e non solo a livello di scrittura ma molto a livello umano.


Chi trova un amico trova un tesoro! Ma ora volevamo approfondire e curiosare sul vostro ultimo libro, scritto appunto a quattro mani: “Scars”. Come ha scritto, nella sua recensione, la nostra Maura, è un romanzo in cui occorre leggere tra le righe, dove i protagonisti indiscussi sono i rapporti umani con la loro carica positiva e spesso negativa che ci condizionano in ogni scelta o avvenimento della nostra vita”. C’ha colpito l’incipit che avete scelto, d’impatto e legato all’Afghanistan che purtroppo ha segnato la storia moderna... perché proprio questa scelta e questo incipit?


E: Catherine ha avuto l’idea. Un giorno mi ha contattato e mi ha spiegato cosa aveva in testa e ci siamo imbarcate in questa avventura. Tante sono state le ricerche ma abbiamo cercato di metterci l’anima e non solo l’informazione.


C: Si, nell’essenziale scaletta iniziale il mio protagonista era americano e ferito in missione. Quindi ho scelto un luogo tra i più recenti dove gli Stati Uniti avevano mandato i loro soldati. Facendo le ricerche per contestualizzare lo scoppio della mina anticarro ho passato al setaccio le varie regioni, fino a soffermarmi sul confine col Pakistan. Google Earth è stato molto utile in questi casi, oltre che Wikipedia e altri siti che parlavano di quella regione in particolare. Ho quindi scoperto che attraversando il confine si deve cambiare anche senso di marcia. È stato l’escamotage perfetto per dare vita all’incidente in cui Samuel viene gravemente ferito. Il lato comico di tutto questo è che, dati i tempi che corrono, chiunque si metta a guardare determinati posti “caldi” via web con una certa insistenza può venir sospettato di affiliazione a qualche cellula terroristica. Me lo hanno detto dopo, però! Per cui, se mi arresteranno, portatemi le arance!


A proposito di Samuel, il protagonista del vostro romanzo… se doveste descriverlo con due aggettivi quali sarebbero?


E: Samuel è ferito e diffidente.


C: Sì, è vero. Sam è pieno di rabbia, ma anche di speranza, nonostante tutto.


Vi facciamo i complimenti per il vostro Samuel perchè è ben caratterizzato. E colpisce diciamocelo anche per il suo aspetto fisico che eccezionalmente colpisce già dalla cover! A tal proposito, scegliete personalmente le cover dei vostri libri?


E: La scelta della cover è stata fatta insieme, come tutto, però ci siamo trovate subito in accordo. L’abbiamo vista crescere e prendere forma mettendo dettagli vari. Il risultato finale ci ha fatto impazzire di gioia.


C: Si, abbiamo scelto insieme qualsiasi cosa. Questa cover è stata abbozzata più volte e studiata in ogni particolare. Mi piace da morire!


Ma tornando al nostro gioco dei “se”... se doveste, invece, scegliere un colore per descrivere il vostro libro “Scars”?


E: Il color sabbia, quel marroncino chiaro che la ricorda insomma. Quello che poi è il colore che abbiamo scelto per il fondale della copertina di Scars. Mi ricorda il deserto, l’aridità di una vita dura, la sensazione di durezza che ti lasciano quelle cicatrici di cui parliamo tanto nel libro.


C: Io, invece, scelgo il bianco lucente e accecante con un doppio significato: la luce dell’esplosione che dà inizio nel romanzo alla nuova fase della vita di Samuel e quella che sta dietro alla fenice che porta tatuata nel cuore, simbolo di rinascita. E’ un significato duplice e contrapposto, come la luce e l’ombra che ognuno nasconde in sé.


Ciò che, di certo, colpisce in “Scars” è la tanta voglia di vivere del protagonista che convive però con la sua paura per il futuro.  


Prima di salutarci, non possiamo non dare spazio al nostro spazio promo... Provate a convincere il lettore ad acquistare il vostro libro “Scars”.


E: Chi nella vita non ha cicatrici sulla pelle ma soprattutto sul cuore. Questo libro parla di tutte quelle cicatrici che portiamo dentro di noi ma che non devono definirci ed etichettarci. Devono essere solo la base dalla quale ripartire per poter costruire un nuovo inizio.


C: Sì, è un romanzo che parla di seconde possibilità e che invita a non arrendersi alle difficoltà che la vita inevitabilmente ci mette davanti. Un romanzo che parla d’amore e d’amicizia, di apertura e di empatia.


Per concludere vi chiediamo un accenno ai vostri futuri progetti...


E: Il mio prossimo progetto è sicuramente “Restless”, il seguito di “Adrenalin”, che spero di poter far uscire in tempi brevi perché già in molti lo stanno aspettando. Ci sono tante altre cose che bollono in pentola ma non voglio spoilerare nulla.


C: Il mio prossimo lavoro, invece, sarà il rilancio della “Forbidden Trilogy”: farò un restyling dei primi due romanzi con un editing pesante, nuove parti (anche se piccole) e una nuova cover e lancerò poi il terzo e ultimo, “Inganno proibito”. Il tutto in tempi piuttosto stretti per incuriosire il maggior numero di lettori possibile.


Beh rimaniamo allora in attesa anche noi. Grazie per le chicche che ci avete svelato, di certo quest'intervista ha incuriosito i nostri fedeli lettori. Siamo certe che qualcuno di loro è già alla ricerca del vostro Scars!



Un saluto a tutti e... alla prossima intervista!!!