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domenica 12 novembre 2017

Recensione "Le streghe di Atripalda" di Teodoro Lorenzo edito da Bradi Edizioni...

Le streghe di Atripalda una raccolta di racconti di Teodoro Lorenzo...



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Titolo: La streghe di Atripalda
Autore: Teodoro Lorenzo
Editore: Bradipo Edizioni
Genere:  Narrativa Sportiva (Racconti)

Formato: Cartaceo
Prezzo: 15,00€
Pagine: 220
Data di uscita:  18 Maggio 2017     

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Scopriamone trama e recensione...

Trama:


In questo libro non troverete tabelle, classifiche, primati. Quella è cronaca. Vi accompagneranno passioni e sentimenti, l'abbraccio di un padre, la carezza di una madre, l'entusiasmo di un principio e il dolore della fine. Perché anche lo sport può diventare poesia. Questi gli sport raccontati: hockey su ghiaccio, lotta greco-romana, tiro a segno, carabina, ciclismo, lancio del disco, tiro con l'arco, canoa, golf, pallavolo, vela, judo, atletica (400 metri), pugilato, automobilismo.




Recensione


Giunti alla fine della lettura de Le streghe di Agripalda, risulta difficile iscrivere la raccolta di racconti di Teodoro Lorenzo  ( Bradipo Libri) a quella che nel corso del Novecento è stata definita 'letteratura sportiva'. E non tanto perché, ad esempio,  non rientri nelle tematiche o non rispetti le delimitazioni che la critica negli ultimi decenni ha definito per valutare un'opera letteraria che parla di sport: oggi, non tutte le attività ludico-competitive rientrano nella categoria, ampia e generica, di sport. Pesca, caccia e anche alpinismo non vengono più considerati attività sportive ( da un punto di vista letterario), perché, per essere tali, debbono presupporre competizione, confronto con avversari, raggiungimento di mete. Se si accettano questi presupposti, Il vecchio e il mare di Hemingway o Memorie di un cacciatore di Turgenev non sono 'letteratura sportiva' (se mai lo sono stati).


Ma questa iscrizione è difficile anche perché nella letteratura di questo genere lo sport è vissuto - spesso, se non sempre- come metafora della vita ( o di parte di essa o di alcuni aspetti): ciclismo, pugilato, calcio - o il baseball, il basket e il football, nella cultura americana- hanno rappresentato terreno fertile per migliaia di romanzi, racconti, poesie che dello sport hanno fatto una metafora perenne, con il suo groviglio di lacrime e sangue, vittorie e sconfitte, gioco di squadra e individualismo. Sovente riducendosi a cliché scontati, ripetitivi e non esenti da una buona dose di melensa retorica.

Nel libro di Teodoro Lorenzo, forse con l'unica eccezione del racconto che dà il titolo alla raccolta o di Il colibrì (nei quali fa capolino un po’ di retorica) , lo sport non è metafora della vita o, peggio, della Storia, ma solo un onesto pretesto per raccontare  storie, che con lo sport di riferimento c'entrano poco o, in alcuni casi, niente.

E questo, dal mio punto di vista, è un risultato tutt'altro che trascurabile. Perché l'Autore, in un mondo letterario o pseudo tale pieno zeppo di elfi, maghi, futuri medioevali, commissari a go-go e love stories un tanto al chilo, racconta la quotidianità- a volte con qualche limite di maniera- di personaggi che vivono la loro normale umana  esistenza.
E lo sport ( ogni protagonista di ogni racconto si confronta con uno diverso) serve alla storia, senza morali o teoretiche filosofie di vita.

Così l'arco di Tilde punta al bersaglio inatteso (ci si aspettava la freccia conficcata nel cuore del body builder); la canoa di Vittorino aiuta a capire il torbido trafficare di loschi e rispettabili personaggi; il disco conduce Silvia a scoprire un amore intuito ma non ancora codificato. È così via. Ma, cambiando l’ordine dei fattori, il risultato non cambierebbe.

Il lessico de Le streghe di Agripalda è pulito  e la descrizione dei personaggi e dell’ambiente netta e puntuale,     quasi cronachistica:  così  i luoghi non sono mai generici, ma netti e circoscritti (Teramo, Chianciano Terme , Enna, Rieti, Milano, con tanto di quartieri, borghi, rioni) e protagonisti e personaggi hanno tutti una carta di identità: Demetrio Lancetti, Otello Fontana, Massimiliano Pepe, Tiziano Amato…Con esiti, se è consentito il paragone, da neorealismo morbido, alla Luciano Emmer, per capirci.

Teodoro Lorenzo, con una scrittura piana nello sviluppo e rotonda nello stile ( con qualche lieve e marginale sbavatura), confeziona una collana di casi personali, che non sono né universali né epici, ma non per questo di minore dignità. Anzi.
Da leggere, senza secondi fini.

(Recensione a cura di Roberto Pelo)



VALUTAZIONE



L'Autore





Teodoro Lorenzo



Ex calciatore di Serie C,Teodoro Lorenzo scrive per compensare la sua lontananza dai campi campi di calcio in qualità di giocatore.
Nel 2009 pubblica la sua prima opera "Saluti da Buenos Aires" sempre per Bradipo Edizioni, una serie di 14 racconti legati allo sport.
La sua ultima opera è "La strega di Atripalda" un'altra serie di 14 racconti sempre legati allo sport e alle diverse discipline sportive.
Oggi, Teodoro Lorenzo, è avvocato in uno studio legale.