-->

sabato 6 gennaio 2018

Intervista a Silvia Civano, tra avventure fantastiche e ricordi di bambina!

Bentrovati! Anno nuovo, appuntamento nuovo!

Ad inaugurare l'angolo delle interviste targato 2018 sarà...

Silvia Civano
  

tra avventure fantastiche
e ricordi di bambina


Ecco a voi l'intervista...






Cara Silvia, benvenuta! Abbiamo recensito con piacere il tuo Le avventure di Posso, Il Prato edizioni, una raccolta di racconti brevi che sfociano nel fantasy, adatti sia per essere letti dalla mamma al bambino sia per i bambini più grandi che possono leggere da soli.


Cominciamo quest'intervista col chiederti quando è nata la passione per la scrittura e la lettura? Sei stata influenzata da un libro in particolare?

No. Quando ero alle elementari leggevo moltissimo, ma non avevo un libro preferito. Leggevo le collane: Piccoli Brividi, Pike, Superbuh!, La scuola dell’orrore. Insomma… ero appassionata del genere sovrannaturale di paura. Infatti, il mio primissimo “libro”, lungo ben un quaderno intero, è stato un horror avente come protagoniste due amiche di nome Sara e Mara. C’era un’altra collana che mi appassionava e non era horror; si chiamava Il Club delle Baby Sitter, serie che se non sbaglio continuano a fare. 

Una passione nata fin da piccola insomma... guardando al presente invece, cosa ti colpisce e che generi ti piace leggere?
Amo i libri che mi fanno sentire dentro la storia, non al di sopra di essa. Mi spiego meglio. Il potere dei libri è quello di permettere a chi li legge di vivere avventure che difficilmente affronterebbe nella vita reale. Io voglio proiettarmi nello scenario descritto. Voglio correre con chi corre e combattere con chi combatte.
Altro aspetto che credo sia fondamentale in un libro è quello di saper dare vita ai personaggi dando loro caratteristiche ben precise. Non devo per forza amare i protagonisti; anzi, di solito non vado molto d’accordo con loro, ma quello che conta è che lo scrittore riesca a farmi provare qualcosa per i personaggi. Devo poter pensare: “No! Non così, ci farai scoprire, stupida!”, oppure “Grande! Così si fa! Andiamo a prenderci ciò che ci spetta”.
Per quanto riguarda i generi, io leggo principalmente fantasy e thriller psicologici. Di solito alterno così: due o tre libri fantasy o distopici, un thriller. Un horror ogni tanto (giusto per non perdere le vecchie abitudini).

Oltre alla lettura e scrittura, hai altre passioni?

Sì, il viaggio e la fotografia. Direi che in qualche modo le mie tre passioni si intersecano bene. Durante i viaggi scatto foto e traggo ispirazione per storie future.

In Le avventure di Posso, le storie raccontate "insegnano qualcosa, soprattutto -e fondamentale- il rispetto per gli animali e il bosco" a detta della nostra Cristina. 

Per creare Posso, il protagonista di questa serie di libri, ti sei ispirata a fatti e persone reali? 

Sì. L’ho creato quando ero piccola insieme a mio papà. Io gli chiedevo: “Posso fare quello? Posso prendere quell’altro? Posso andare lì?”. Mio padre mi rispondeva che solo Posso poteva fare tutte quelle cose. Le uniche informazioni che avevo su Posso erano che viveva in un fungo insieme alla sua amica lumachina. Così io lo cercavo nel bosco dei miei nonni e siccome non lo trovavo, mi ero convinta che avesse il potere dell’invisibilità. Nel 2014 ho iniziato a scrivere “Posso e la Fiamma nella foresta” e molte delle avventure che ho inserito nel libro provengono dai miei studi. Specialmente quando Posso arriva in Amazzonia. Tutte le leggende che racconta il Curupira le ho studiate per gli esami di portoghese. Mi avevano affascinato talmente, che ho pensato fosse un peccato lasciarle nei miei appunti.

E hai fatto bene! A che personaggio del libro sei più affezionata?


A Bruma, la Posso dell’oscurità. In realtà lei è la più cattivella del gruppo, ma dipende dal fatto che si è risvegliata nella Grotta dei Cristalli Giganti, in Messico. Quel posto è bellissimo ma davvero ostile. Caldo e umido, oltre che buio. Posso ha avuto la fortuna di risvegliarsi in un bosco e lì ha conosciuto molti animali, si è fatto tanti amici. Bruma invece non ha conosciuto nessuno; è rimasta intrappolata in quella grotta per molto, moltissimo tempo. Ha ragione a sentirsi un po’ nervosetta. Comunque, sono affezionata un po’ a tutti i personaggi, ma i dialoghi che scrivo per lei sono quelli che mi divertono di più perché le sue risposte sono taglienti e irriverenti.


A tal proposito, quali sono per te le condizioni ideali per potersi dedicare alla scrittura di un libro? 

Deve esserci silenzio. Purtroppo, non sono una di quelle autrici che riescono a scrivere ovunque. Le idee le appunto in ogni luogo, a volte anche qualche frase che risolve un intoppo; ma per scrivere come si deve ho bisogno del mio PC e del silenzio totale.

Se dovessi scegliere un colore per descrivere il tuo ultimo libro?

Verde. Il colore dei boschi in cui si risveglia Posso, il protagonista della saga.

Scegli personalmente le cover dei tuoi libri?

Le copertine le realizza Andrea Modugno, illustratore di professione che vive a Genova. Lui è bravissimo. Io gli invio un file contenente la descrizione del personaggio; sia fisica, sia caratteriale, con l’aggiunta di un breve estratto del libro, e lui riesce a realizzarlo esattamente come lo avevo immaginato. In pratica riesce a dare vita ai miei personaggi dando loro non solo un volto, ma facendo emergere anche il carattere che li contraddistingue. Se gli dico che Bruma pecca di superbia, lui le disegna uno sguardo carico di superiorità; così come sa illustrare magistralmente la spavalderia nel sorriso di Vesevo, o la saggezza e la calma interiore che sprigiona il personaggio di Voronya. Andrea è un artista meraviglioso.

Se dovessi creare una playlist o una colonna sonora per il tuo ultimo libro quale sarebbe?
Domanda difficile ma bellissima. Il libro che sto scrivendo ora è l’ultimo della serie fantasy per bambini/ragazzi alla quale mi sono dedicata negli ultimi tre anni. Adesso c’è la battaglia finale, la lotta tra bene e male. Nei miei libri cerco di sensibilizzare i più piccoli ai problemi ambientali. La storia è leggera, ma i temi che affronto non lo sono. Parlo di disboscamento ambientale, di estinzione di specie animali, di inquinamento atmosferico, di popolazioni nomadi che vivono di caccia e raccolti (gli Awá); e molto altro. Il messaggio che vorrei trasmettere è che noi per primi, nel nostro piccolo, dovremmo cercare di curare il bel mondo in cui viviamo; di rispettarlo. Di rispettare noi stessi e il prossimo. Quindi la canzone che più rispecchia l’intera saga è senza dubbio “Heal the world” di Michael Jackson.
“Heal the world
Make it a better place
For you and for me”
Stiamo giungendo alla fine della nostra intervista... Prova a convincere il lettore ad acquistare i tuoi libri...
Prendi il mio libro “Le avventure di Posso” se hai un bambino dai 6 anni in su. Ma solo se hai intenzione di leggere lui le fiabe, e se hai la pazienza di spiegargli alcuni concetti, perché per un bambino così piccolo alcuni termini sono difficili da capire. Per un bambino di 9-10 anni è invece l’ideale. I bambini in quell’età sono curiosi, vogliono conoscere il mondo, e nei miei libri i personaggi raccontano il mondo. Se ne “Le avventure di Posso” il bambino può scoprire come è organizzato un alveare, cosa mangiano i lupi, come mai i ricci vanno in letargo, etc., in “Posso e la Fiamma nella foresta” e in “Posso nella morsa dei ghiacci” può imparare ancora di più. Può scoprire quali animali vivono in Amazzonia e che tipo di piante si possono trovare; cosa è il Timanfaya a Lanzarote; come è fatta Grotta Krubera, l’abisso più profondo del mondo; in che modo gli umani hanno trovato La Grotta dei Cristalli Giganti nel deserto messicano dello Stato di Chihuahua; il mistero dei massi che rotolano nella Valle della Morte; che tipo di vegetazione compone la Tundra; e molto altro. Questi libri sono adatti a chi vuole leggere una storia fantasy, ma che insegni anche qualcosa. Forse potrebbe piacere anche a te, che sei già cresciuto ma hai voglia di viaggiare con la fantasia in posti reali, in compagnia di personaggi immaginari. Gli adulti possono leggere messaggi sottili che per i bambini è più difficile individuare. 

Per concludere, un accenno ai tuoi prossimi progetti..
Ho due progetti in mente. Uno è rivolto a un pubblico ben preciso: bambine dagli 8 ai 13 anni; e un altro è invece per ragazzi dai 18 anni in su. Sono due storie completamente diverse; sempre di genere fantasy, ma con plot narrativi e ambientazioni agli antipodi. La prima è ambientata nel mondo così come lo conosciamo, la seconda in un futuro distopico. Non so ancora quale dei due avrà la precedenza.
Ciao e grazie di cuore per avermi dedicato uno spazio nel vostro blog. 

Grazie a te di esser stata qui con noi e averci raccontato un pò più di te e dei tuoi romanzi.
A voi, cari lettori, diamo appuntamento alla prossima settimana! Chi verrà a trovarci? Lo scoprirete presto!