-->

domenica 7 gennaio 2018

Recensione del romanzo storico di Pitti Duchamp “Lupo di primavera”; serie "D'amore e d'Italia"



Oggi vi parliamo del romance storico “Lupo di primavera”, 4° volume della serie "D'Amore e d'Italia" di Pitti Duchamp. 


 
Titolo: Lupo di primavera
Serie: #4 D’Amore e d’Italia
Autore: Pitti Duchamp
Editore: Self published
Genere: romance storico
Formato: Ebook
Prezzo: 0,99
Pagine: 346
Data di uscita: 1 dicembre 2017  
Link d’acquisto:



Ecco la trama e la recensione.....

Trama:

Regno di Sardegna – Stato Pontificio – Regno delle due Sicilie  1848-1849

Un incrocio di sguardi basterà a cambiare il destino di Sebastiano della Spada e
Francesca Mastai Ferretti. Lui, nobile di antico lignaggio, occhi magnetici e
fisico atletico, amico fraterno di Vittorio Emanuele di Savoia, si batte per
un’Italia unita. Lei, la pupilla di Papa Pio IX, bellezza minuta dall’animo
candido e la mente brillante, è costretta a fuggire da una città, Roma, che ha
cacciato Sua Santità per sperimentare la laicità della Repubblica romana in
seguito alla guerra scatenata proprio dal Re Savoia.
Saprà il Conte Sebastiano della Spada Alabardi, erede del marchesato di
Monteverde, scegliere tra l’ubbidienza al suo sovrano e la passione sfrenata
per l’incantevole marchigiana nipote del Papa?
E lei si abbandonerà senza resistenze all’amore o si incamminerà alla ricerca
di una sua identità?
Sullo sfondo delle rivolte della “primavera dei popoli” che sconvolsero l’Europa
e l’Italia, un racconto d’amore contrastato, una storia di passioni politiche che
coinvolge alcuni dei  grandi personaggi che hanno costellato le vicende italiane.

Recensione:

Un altro romanzo storico, un’altra storia d’amore, un altro bel libro di Pitti
Duchamp: “Lupo di primavera” è il logico seguito de “L’Arabesco” in quanto la
nostra autrice aveva ben concluso il romanzo precedente ma ci aveva lasciato
con i due figli dei protagonisti ancora bambini.
Ecco qui il filo conduttore tra i romanzi: il nostro nuovo protagonista con gli
occhi da lupo altri non è che il figlio di Arabesco. Questo non sta ad indicare che
la lettura di “Lupo di primavera” necessiti quella degli altri due libri in quanto
tutti autoconclusivi.
Anche questa volta Pitti Duchamp ci prende per mano e ci conduce indietro nel
tempo, nel Risorgimento italiano, ma ci spostiamo a Roma, per buona parte del
romanzo, e a Gaeta.
L’incontro del protagonista Sebastiano con Garibaldi e Manara ci proietta in un
periodo storico che tutti, almeno a grandi linee, conosciamo; le imprese di
questi grandi eroi che hanno fatto l’Italia le abbiamo lette tutti sui libri di
scuola.
Volevo soffermarmi sulla descrizione delle vicende storiche. Scrivere di storia
non è semplice, bisogna conoscere molto bene il periodo oltre ai protagonisti,
in questo caso del Risorgimento, per ben far rivivere i personaggi del romanzo
in un contesto ed in situazioni adeguate.
La Toscana e il Piemonte con le belle dimore dei nobili tornano anche in questo
romanzo ma l’autrice si sofferma meno sulle descrizioni dei luoghi; l’attenzione
è volta ai personaggi, anche quelli di secondo piano se così si può dire.
Analiziamone due.
Siamo in Piemonte e incontriamo Re Vittorio Emanuele, nella duplice veste di
sovrano, in un momento storico di grandi cambiamenti, ed amico fraterno di
Sebastiano; un uomo con le sue debolezze, forse troppe per essere a capo di un
regno, e con la gelosia per chi ha avuto più di lui pur non avendo il potere.
Passiamo ad un altro capitolo del romanzo e ci troviamo a Gaeta, qui e a Roma
troverete il fulcro di questa storia e conoscerete Papa Pio IX. L’autrice usa
poche parole per descriverlo ma lo fa in maniera superba: un uomo che si trova
ad avere più potere di quanto ne avrebbe voluto e che vive situazioni che
avrebbe volentieri evitato.
Tutto questo ed ancora nulla sui protagonisti!!!!!
Sebastiano e Francesca.
Tralasciando le caratteristiche fisiche, la particolarità dei loro incontri e
naturalmente l’inizio e il proseguo della storia, mi vorrei concentrare sul
carattere dei due.
Sebastiano, conte di Milarciano, primo Capitano dei granatieri di Sardegna, è
ligio al dovere e rigido con se stesso: per il suo Re ed il suo Piemonte darebbe
la vita ma qualcosa in lui cambia quando conosce i sentimenti più profondi che
lo rendono debole, insicuro. Farà delle scelte sbagliate e solo l’incontro con un
grande uomo lo farà rinsavire e tornare sui suoi passi. E’ il figlio di Anita e
Raffaele Marchesi di Monteverde ma non ha il carisma del padre e questo ne fa
un personaggio tutto da scoprire.
Infine c’è lei: Francesca Maria Benedetta Carlotta Mastai Ferretti. Una donna
volitiva, che non sapeva di esserlo grazie alla vita agiata che aveva avuto;
questo soprattutto dopo essere rimasta sola al mondo ma protetta da chi l’ha
amata più di chiunque altro. Tutto il romanzo si svolge in un arco temporale di
due mesi ed in questo periodo Francesca è la persona che cambia di più.
Con una scrittura precisa e coinvolgente Pitti Duchamp ci fa conoscere le
vicissitudini di una giovane donna che combatte per i suoi ideali e riesce a far
cambiare il suo uomo; lo credeva molto più forte di come si è, a tratti,
dimostrato.
Anche questa volta una grande donna al fianco di un grande uomo.

(Recensione a cura di Maura)

VALUTAZIONE



Autrice


Pitti Duchamp

Pitti Duchamp, classe 1981, abita in Mugello, provincia di Firenze insieme al
marito e a due figli, una bambina e un maschietto.
Appassionata di storia, di burlesque, di vintage, si sente a proprio agio solo
quando ha in borsa l'e-reader perchè non smette mai di leggere qualunque cosa
le passi sotto le mani con incredibile voracità.
Ha pubblicato in self "La gran dama" e "L'Arabesco" per la serie D'amore e
d'Italia. In uscita la seconda parte.

Altri libri dell'autrice